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Essì, non è cosa facile sviscerare l'argomento, entrare in un'ottica di pura critica per comprendere cos'è in atto nel mondo, cosa ci nascondono, cosa c'è dietro le multinazionali, le "corporazioni", così come sono definite oggi. E i mass media non ci aiutano, anzi, sono complici e parte delle stesse corporazioni, costretti, per vivere, a dire e fare ciò che è nell'interesse degli investitori, molto spesso intenzionati a costituire nuove forme di colonialismo economico, senza alcun interesse per le conseguenze sull'ambiente, sugli esseri umani, solo loro salute, sulla loro vita. È incredibile il numero di corporazioni che, sia oggi che ieri, sono coinvolte in crimini contro l'umanità, è incredibile il numero di condanne a loro carico. Ed è altresì scandaloso il fatto che tali corporazioni continuino a sopravvivere attraverso la storia, magari soltanto cambiando nome. Basta ricordare la Bayer, si chiamava IGfarmed, che fino al 1950 produceva il gas destinato ai campi di concentramento durante il nazzismo. Ma gli esempi sono numerosissimi. È quasi impossibile l'impresa di trovare una corporazione che non sia stata multata e condannata per qualche crimine. Come dire, i dirigenti sono tutti criminali. Ma il dramma, quello vero, sta nella complicità di tutti noi. Sì, perché deresponsabilizzarsi, per non voler far parte di quella cerchia, di quella elite di magnati all'ingrasso, è solo un modo per mettere a tacere la propria coscienza. Del resto, quali sono i prodotti che noi compriamo quotidianamente? Andiamo forse a cercare quei prodotti i cui produttori non si siano macchiati di crimini? Pensiamo, forse, a come viene reinvestito il ricavato di ciò che compriamo? Nella distruzione dell'ambiente? In ricerche e sperimentazioni illegali e dannose sugli esseri umani? è di pochi giorni fa lo scandalo in America sulla sperimentazione umana del sangue sintetico, usato sugli infortunati inconsapevoli, raccolti dalle ambulanze. Pensiamo forse a quante guerre vengono finanziate dalle multinazionali che frequentiamo ogni giorno? McDonald, CocaCola... etc. E quei morti, militari o civili, noi, ce li dobbiamo avere sulla coscienza! Noi come le corporazioni! L'ignoranza non è una scusa. C'è una tipica frase che si dice in queste occasioni, che personalmente non riesco a sopportare: "Lo si sa come funzionano le cose... e tanto è così..." Già, sarà così, ma ne siamo complici. E non lo capisco proprio: se le cose le sai, ti vanno bene? Perché non le dici? Perché non protesti, non ti lamenti? Fosse anche solo attraverso uno stupido articolo come questo. Prima o poi tutti ne faremo le spese, assieme ai nostri figli. Già adesso è in atto una crisi economica mondiale, causata di proposito, non accidentale... le crisi economiche non sono mai accidentali! Sono provocate per costituire una forma di dipendenza economica nei confronti di qualcuno. E se la crisi attuale e dovuta alle guerre in atto in Asia Minore (lo dico, perché c'è qualcuno che pensa sia dovuta allo sviluppo della Cina e di altri paesi in via di sviluppo), allora possiamo chiederci: di chi è l'intenzione di distruggere l'economia globale? Di chi dobbiamo essere dipendenti? Chi ci sta colonizzando? Qualcuno in combutta con le corporazioni, che governano i mass media, la politica asservilita, persino in casa nostra, nel nostro bel Paese, lordo di sangue come gli altri. Ci sono argomenti per discuterne fino al mattino... basta guardare la mappa delle guerre recenti sulla carta geografica, per renderci conto di quale scopo abbiano... perché non ci sono guerre che non siano programmate con molti anni d'anticipo. Già, ma per capire bisogna sapere e le cose non ce le dicono, non ce le dicono perché se le sapessimo capiremmo chi sono i nostri veri nemici e chi dovrebbero essere, invece, i nostri alleati. E finiamo per diventare nemici di chi ne fa le spese come noi di questa guerra economica globale, di chi è vittima del colonialismo come noi. Bisognerebbe proprio saperle le cose... quali erano i progetti economici europei e mediorientali prima delle guerre, cos'è che non è andato giù agli americani e agli inglesi... i retroscena della storia contemporanea sono da capogiro. Io quasi quasi ve lo racconto, ma posso anche invitarvi a fare qualcosa per cui siete nati! L'informazione libera! Attraverso internet! Non è vero che ci sono segreti che non vengono rivelati, non è vero che i progetti delle corporazioni e dei governi sono imperscrutabili! Sono persino pubblici, perché c'è sempre un manipolo di giornalisti veri che le cose le racconta, anche se poi viene sommerso in televisione, in libreria, su internet, da valanghe di bugie e notizie inutili... per distrarre la nostra mente, per abituare noi e le generazioni future a sottostare alle regole del mercato vigliacco e criminale. Ma... se qualcuno pensa veramente di venire preso in giro dai telegiornali, dai falsi governanti (perché chi governa è in realtà chi deve creare un commercio e venderci qualcosa) può far molto: può cercare! cercare! cercare! senza sosta su internet, qualcuno che la verità la racconti. E la verità quando si trova si identifica! Eccola! è lei: sì, perché son cose che non ti racconta nessun altro, perché studiando quei lampi di informazione pulita si comincia a costruire un quadro globale, storico-economico, in cui molte cose iniziano a spiegarsi e... ti si apre un mondo. Su internet non c'è proprio tutto, checché se ne dica, almeno non oggi. E poi a volte è scritto in lingue straniere. E a volte la stampa occidentale non ci aiuta per niente, ci sono delle smentite che non vengono date. Come quella dell'incidente bellico iraniano che costò la vita agli abitanti di un villaggio curdo nell'88, gassati per errore. Pensare che basterebbe questo per iniziare a scagionare Saddam... e altre notizie sconvolgenti del genere... Comunque, su internet non c'è proprio tutto, ma di solito ci sono tutte le tracce necessarie per andare a cercare altrove le informazioni, magari su libri pubblicati da case editrici praticamente sconosciute. Persino scritti in italiano. Eccetera. Non è vero che non possiamo sapere le cose. Se l'argomento ci interessa non dobbiamo far altro che buttarci nella più grande avventura del nostro secolo: internet... ma non solo internet, c'è qualcosa di più grande: l'informazione globale, che travarica i confini di internet e del computer. Siamo già nel postumanesimo, ed esso oggi ci appare come una guerra senza quartiere: quella dell'informazione. |
Seconda parte
E questa non è che una rapida e spoglia panoramica.
Saddam aveva emancipato le donne, aveva promosso una distribuzione
della ricchezza, con il socialismo, aveva nazionalizzato il petrolio, aveva fatto dell'Iraq
uno dei paesi più civilizzati al mondo. Ed ora lo stiamo processando. Queste sono le
verità
della civiltà di noi post-umani, verità con cui dovremo fare i conti.
Con cui li stiamo facendo già ora.
E il petrolio è soltanto una delle mire dell'egemonia economica.
Terza parte
Continua (Marcia indietro) -->

È incredibile e stupefacente il numero di inganni e crimini che la
civiltà moderna porta avanti tramite corporazioni, organizzazioni
umanitarie, istituzioni internazionali, allo scopo di tenere in scacco
i popoli di tutto il pianeta, per assicurarsi e consolidare il profitto
di un capitalismo falso ed ignobile.
Basterebbe dare un'occhiata ai numeri per scoraggiarsi. Ciò non
implica che non sia giusto e doveroso essere a conoscenza dei raggiri e
dei mali costituiti da chi ha strapotere sul mondo intero. Dico, sì,
dovere, dovere perché, ripeto, siamo complici di questo comportamento
indegno della nostra razza umana. Ed è sicuramente un comportamento
squilibrato. C'è chi sospetta che dietro tutto questo, di fronte
all'evidenza di una totale mancanza di coscienza e di rimorso, debba
esserci necessariamente una malattia mentale, fosse anche molto diffusa
e comune. Certamente subdola, in quanto colpirebbe moltissime persone,
in maniera più o meno grave, lasciandoli perfettamente in grado di
pensare ed agire.
Se immaginiamo un assassino che con un coltello uccide delle persone
per la strada, siamo tutti d'accordo sul fatto che debba essere punito.
Ma perché non è la stessa cosa quando i dirigenti delle corporazioni
che avvelenano cibi, aria, acqua e quant'altro, non vengono incriminati
e puniti?
Accusati di omicidio, certo. Se qualcuno mette in commercio
un prodotto che ha come conseguenza la morte di persone, a volte
svariate migliaia, non dovrebbe essere considerato responsabile? È
questo che non succede. Non si riesce a responsabilizzare per vie
legali chi ha colpe di questi massacri. Se qualcuno finisce davanti ad
un giudice e viene condannato, viene solo multato, anziché
incarcerato. E di solito succede poi che con i ricorsi in giudizio
questi criminali vengano assolti. Perché chi ha soldi, si può
prendere anche il tempo di aspettare che la giustizia faccia il suo
corso, tramite un numero imprecisato di avvocati, tramite un numero
imprecisato di udienze in cui poter stravolgere i fatti. E allora, la
STORIA, quella che noi tutti dovremmo conoscere, che ci viene
raccontata dai giornali, quella che dovrebbe essere scritta sui libri
di Storia di domani, quella che dovremmo aspettarci gratis dai mezzi
d'informazione, costa cara, in termini di ricerca, in termini di
ragionamento, costa cara a chi, a volte, paga con la carriera per
averla raccontata in TV. La Storia è malata. È malata delle
frustrazioni di chi la deve raccontare, interpretandola secondo uno
schema predeterminato dalla politica attuale.
Nelle scuole non si
studia la Storia attuale, non perché non ci sia tempo nei programmi
scolastici, non perché i Partiti dovrebbero mettersi d'accordo su come
scriverla, ma perché sarebbe troppo difficile spiegare accuratamente
le CAUSE
degli accadimenti, raccontando solo fandonie. Le fandonie che
si possono, invece, condire bene tramite i massa media, perché non
c'è bisogno di dare una visione complessiva dei fatti attuali. È
questo il punto: è nella visione complessiva della Storia attuale che
emergono le incongruenze tra le falsità narrate dal falso giornalismo
e ciò che emerge da un semplice sguardo sulla cartina geografica.
Prima delle guerre in Medioriente, si doveva aprire un corridoio per
il trasporto energetico tra
l'Iraq (Saddam aveva nazionalizzato il petrolio, svincolandosi dalle
imprese americane) e la Germania, che avrebbe garantito all'Europa
un'economia forte e indipendente. Evidentemente si dovevano trovare
molte giustificazioni e molti alleati per bloccare questo progetto che
avrebbe indebolito l'egemonia del dollaro sull'Europa emergente. Tutto cominciò
con la prima guerra, quella di Desert Storm, per colpire il progetto
a monte ed iniziare il disarmo dell'Iraq. Poi, una volta istituito l'embargo, ci furono le
guerre dei
Balcani, per colpire il corridoio, attraverso cui doveva passare
l'oleodotto. Poi fu colpito l'Afganistan, per insediarsi stabilmente in
Medioriente e controllare da lì le rotte del petrolio. Poi fu colpito di nuovo
l'Iraq. E fu la fine di una progredita civiltà, di un socialismo
riuscito, del futuro di un popolo e di milioni di persone. L'Iraq non
avrà mai più la sua libertà, non è nei progetti dei colonizzatori.
Arriva la
crisi economica, gli investimenti sull'euro diminuiscono, aumentano
quelli sul dollaro: vittoria!
Ed ora? Ed ora il Libano, è nei piani, il Libano, un altro paese da attaccare per
aprirsi la strada
verso la Siria, in attesa di esser pronti per l'Iran.
E cosa si chiede per impedire tutto questo? Sempre la stessa cosa:
l'intervento dell'Onu. Ma... l'Onu, da quando è nata, il suo scopo è
stato quello di ratificare e legittimare le occupazioni militari in
paesi attaccati. L'Onu è asservilita all'America, perché è stata
creta allo scopo: non confondiamoci. Ecco perché, non dovremo
stupirci, quando le truppe della NATO, sbarcando in Libano,
distruggeranno tutto quello che dovranno distruggere, uccideranno tutti
coloro che si ribelleranno, stermineranno ogni forma di resistenza e
probabilmente penseranno bene di annientare l'esercito libanese, così
come hanno fatto con quello iracheno, senza domandarsi se sia
necessario. Lo diventa nel momento in cui ci si vuole assicurare un
facile assedio.
Informatica, l'informazione telematica, una parola che la dice lunga sul tipo di tecnologia
che tratta e su quale sia la direzione che la nostra umanità stia prendendo. L'era
dell'informazione. L'Homo Informatico, sarebbe il termine adatto alla nostra specie
per almeno questo secolo. Se hai l'informazione sei un uomo libero, hai modo di fare soldi,
hai modo di fregare gli altri, hai modo di avere giustizia. Se non ce l'hai non sei nessuno,
non hai niente, non hai modo di difenderti. Certo, c'è gente che vive benissimo senza
tecnologia, ma quanti sono e quanto dureranno? La specie Homo Analogico è in via di
estinzione, rimarrà nelle etichette dei vecchi prodotti pubblicizzati degli anni '50.
Per ora è una sottospecie ghettizzata, sopravvive di elemosina, del televideo, del
digitale terrestre, della telefonia mobile, quattro tasti sul cellulare li sappiamo
usare tutti.
Ma è una specie, quella Informatica, che evolve in fretta. E i precursori
dell'umanità che verrà, che spingono al salto evolutivo , antagonisti e feroci,
come madre natura insegna, non aspettano nessuno, fuggono rapidi attarverso le montagne russe
della rete, inventano ogni giorno nuove strategie di acquisizione dati, infischiandosene
della privacy, accumulando database su tutto e tutti.
Oggi il commercio dell'informazione è superiore persino a quello delle armi nel
mercato nero... chissà se rivaleggia con quello del porno.
Le informazioni si possono vendere, ecco perché
chi ha i mezzi per acquisirle osa tutto. I sondaggi telefonici sono solo la punta
dell'iceberg.
Ma internet la fa da padrona. Basta iscriversi a qualsiasi servizio on-line per essere
schedati ed entrare a far parte di un database commercializzabile. Il servizio e-mail
commerciale è per lo più gratis, ma è la nostra personalità
digitale che viene barattata per 100Mega, 1Giga di spazio, e riveneduta in massa a chi ne
abbia bisogno per indagini commerciali di sorta. E questo è solo un esempio.
A quanti servizi internet siamo iscritti? Siamo in grado di contarli? Quando facciamo il
download di un software free, quando compiliamo il format preposto con i nostri dati,
quelle informazioni rappresentano un capitale, i veri soldi digitali.
Quando acquistiamo qualcosa in internet, ormai quei dati che dobbiamo fornire al
commerciante non sono più a perdere, devono essere stoccati e reperibili dalle
autorità... e potenzialmente rivenduti. La nostra anima digitale, creata nel
mondo parallelo della rete è già nelle mani del diavolo, che ci piaccia o
meno.
E poi naturalmente c'è chi le informazioni le intercetta ilegalmente.
E pensare che basterebbe poco, davvero poco per proteggersi. Per esempio utilizzando
server anonimizzanti per una navigazione sicura. A volte basta fornire dati falsi.
Chi stabilisce che sia illegale? Ci sono leggi in proposito? A meno che uno non fornisca
un falso numero di carta di credito e ci faccia degli acquisti, i dati sono dati, tu me li
chiedi, te ne do finché ne vuoi...
E sicuramente c'è anche il modo per difendersi
dalle intercettazioni telefoniche, tanto di moda in questo periodo, magari
è anche facile, magari non costa nulla. Diamo un'occhiata in internet?
Quali sono le parole chiave da usare con Google?
A volte basta usare un sistema operativo diverso da Windows, oggi giorno ce ne sono di
pienamente competitivi. Non è vero che per Windows ci sono più programmi,
non è vero, no, non è vero. Linux ne ha di più, sì,
perché li ha già tutti dentro.
E naturalmente con le notizie si compra la gente. Si compra la loro mente, le si inganna
con facilità quando non c'è altro da ascoltare. Il Re del software che
proclama e sbandiera la propria generosità nei confronti dei poveri, per coprire
e far dimenticare le repressioni contro il software libero, il trust industriale,
la distruzione delle libertà telematiche tramite software-trappola, il controllo
del copyright in modo diretto e invasivo. Chi se lo ricorda il progetto Palladium?
Il sistema operativo che avrebbe dovuto consentire l'installazione di software
esclusivamente registrato. Oggi non c'è più, ma c'è qualcos'altro,
si chiama Longorn. Aspettiamo e vedremo.
Perché il nostro Governo non agisce efficacemente nei confronti dei sopprusi
telematici? Perché si fa poco o niente nei confronti del furto di informazioni?
Perché non si fa nulla, fosse anche solo contro l'incessante e-mail spam?
Perché la tecnologia evolve troppo in fretta rispetto alle capacità del
Governo? Credo piuttosto che il Governo sia malaticcio in questo senso, non sta al passo
perché non vuole, o meglio, perché non vede il problema. Chi sta al
Governo evidentemente ha una profonda ignoranza in materia informatica. Proprio il
Governo che dovrebbe, anzi, stare al passo e in prima linea per garantire le libertà
dei cittadini, è succube invece di chi ne approfitta, di questo vuoto (o baratro!)
legale, per commercializzare qualunque bene digitalizzabile. Così come le
multinazionali controllano i politici e i partiti, gli esperti dell'informatica guardano
dall'alto le autorità e se la ridono di gusto. Non c'è alcuna dignità
nella mancanza di un Governo parallelo su internet. Le uniche leggi che sono state fatte,
come le Urbani, sono a dir poco fasciste, limitate, inapplicabili. Basti vedere
l'evoluzione dello spam dopo il varo della legge antispam. Basti vedere l'evoluzionde
della pirateria informatica dopo il varo della campagna terroristica antipirateria
(sì terroristica, avete visto gli spot?). E le multinazionali che proteggono il
copyright sono costrette a intentare cause infinite per far chiudere server di
indicizzazione peer2peer. Le stesse multinazionali che all'occorrenza fanno ricorsi
su ricorsi per annullare condanne inflitte a loro. Lo vedrei bene un ricorso fatto
contro la SIAE dalla comunità globale. Lo vedrei bene.
Ma internet come ci appare oggi? Come uno Stato? No. Come un'Anarchia? Non proprio.
Un'Oligarchia? Nemmeno. È un Arlecchino di Feudi... e questo spiega molte cose.