HOMO SAPIENS?
Mai abbastanza...

Marcia indietro!

Da un paio di secoli a questa parte, ogni volta che la scienza appura un comportamento della natura, ogni volta che viene fatta una scoperta importante ed ogni volta che viene incontrovertibilmente dimostrata, la Chiesa e il Creazionismo, che le orbita attorno, devono fare marcia indietro sulle loro affermazioni. Piano piano si allontanano dalla visione dell'uomo al centro dell'Universo, culmine della Creazione.
Quando fu dimostrato che non era la Terra al centro dell'Universo (impresa iniziata da Galileo), il sistema Tolemaico fu sostituito da quello Copernicano-Kepleriano e fu allora, probabilmente, che il Creazionismo iniziò la sua lenta discesa.
Ma ci sono forze e convinzioni molto radicate e potenti che a tutt'oggi non accettano molte delle visioni scientifiche e prediligono il ritorno ad un Creazionismo radicale. La legge dell'Evoluzione di Charles Darwin è la più attaccata e sottoposta a pesanti critiche. I Creazionisti affermano che essa non sia stata affatto dimostrata e che ciò rappresenti la debolezza della scienza nel cercare di spiegare la natura.
Agli inizi dell'800, quando furono ritrovati i primi fossili di animali estinti e gli scienziati iniziarono a domandarsi che origine avessero, fu proposta la visione già esistente del Diluvio Universale, per cui le specie non volute da Dio furono distrutte e quei resti dimostrerebbero la validità della teoria. La difficoltà di questa visione nacque quando non fu possibile ammettere la coesistenza di tutte le specie i cui fossili furono ritrovati. La risposta del Creazionismo fu che ci furono più eventi del tipo Diluvio Universale e che via via Dio selezionò infine le specie attualmente esistenti. Questa fu una delle difficoltà che consente di osservare come le teorie creazioniste debbano venire sottoposte a revisione ogni volta che la scienza denuncia un'incongruenza. Nemmeno la Chiesa può ammettere la falsità di ciò che è sotto gli occhi di tutti, una prova tangibile come un fossile di un animale estinto. Ed è proprio questo il punto cruciale: se la prova è tangibile ai più, allora deve giungere un'ammissione da parte delle autorità religiose e dei liberi pensatori radicali. Se la prova non è così raggiungibile dalle masse, i Creazionisti oppongono una forte resistenza.
La teoria dell'Evoluzione di Darwin è stata dimostrata. Ma non è facile prenderne visione, a meno di non lavorare nel settore, a meno di non osservare con i propri occhi il mutare delle caratteristiche delle specie, mutazioni che oggi sono in atto grazie anche agl'interventi dell'uomo. Interventi sull'ambiente che portano alla rapida estinzione di specie, o ad una serie di mutazioni necessarie all'adattamento in un ambiente modificato.

Mendel studiava l'ereditarietà dei caratteri, Darwin l'evoluzione delle specie. Se Mendel e Darwin si fossero conosciuti la scienza avrebbe fatto passi da gigante con notevole anticipo. E molto del Creazionismo moderno sarebbe scomparso da tempo.

Che cosa siamo disposti ad ammettere sia vero, a riguardo delle scoperte della scienza? E cosa non siamo così disposti ad ammettere con facilità? In cosa peccano la scienza e la divulgazione scientifica in questo senso?
Sono le grandi domande che ogni scienziato ed ogni divulgatore dovrebbe conoscere e a cui dovrebbe saper ripondere. Ma sono anche i quesiti che dovrebbero tormentarci la notte, dico, sì, la notte, perché è un nostro diritto avere delle spiegazioni soddisfacenti, quelle spiegazioni che potrebbero metterci nelle condizioni di distinguere chi racconta bugie e chi no. Un diritto che ci consente si scegliere cosa sia bene per noi. Un diritto, non un optional, il diritto di sapere. Perché a molti sembra che si finisca di studiare quando si ha in mano un diploma, una laurea. E, invece, non hanno capito che per saper farsi valere serve ben altro, serve saper distinguere. E per riuscirci non rimane che l'indagine fatta in prima persona. Ciò che s'impara indagando è anche un indispensabile buon senso critico. Tutt'altro che automatico da ottenere, tutt'altro che limitato, il senso critico è un percorso di crescita intellettuale e non un punto d'arrivo...
Cosa siamo disposti ad ammettere se sottoposti ad un quesito? Sei disposto ad ammettere che la scienza che ha portato allo sviluppo della tecnologia dica verità? E fino a che punto?
Sei disposto ad ammettere che esistano delle leggi fisiche dimostrate incontrovertibilmente? Il telefonino che usiamo quotidianamente, funziona? Perché funziona? Che scienza c'è dietro? E questa scienza è dunque valida? Limitatamente? Cosa vuol dire limitatamente? Il computer che stiamo utilizzando per leggere questo articolo funziona per bontà divina o in seguito a ricerche decennali che hanno portato allo sviluppo di una scienza e di una tecnologia soddisfacenti? Comprereste un computer od un telefono che funzionano sfruttando delle leggi che funzionano soltanto a volte?
Non credo che uno strumento che funzioni a tratti sia commercializzabile. Siamo disposti ad ammettere che la fisica che c'è dietro al funzionamento di un processore (come quello contenuto in questo computer) sia valida? Bene. Cosa significa in termini di conoscenza? In termini di diffusione dell'informazione?
Significa che se la scienza è sotto gli occhi di tutti allora è una scienza valida, incontrovertibilmente dimostrata. Una scienza di cui siamo disposti a fidarci. Una scienza per cui siamo disposti a spendere dei soldi. Per lo più quando acquistiamo un telefonino non pensiamo minimamente a come debba funzionare, a cosa ci sia dietro. Ma l'acquistiamo ugualmente. E se le leggi fisiche che governano la comunicazione telematica fossero in realtà sbagliate? Saremmo stati truffati... Quanti di voi hanno sporto denuncia per truffa scientifica dopo aver comperato un apparecchio elettronico?

Siamo allora disposti ad ammettere su due piedi la validità di una scienza che comperiamo in negozio, al supermercato, perché ci sembra ovvio che un'apparecchiatura che abbia un così largo mercato debba funzionare. Dunque siamo disposti ad acquistare una scienza vera e ad ammetterne la validità.
Ma non siamo così facilmente disposti ad ammettere la validità di leggi scientifiche che non possiamo comperare in negozio. La legge sull'Evoluzione delle specie di Darwin non produce qualcosa di acquistabile e che funzioni direttamente per mezzo di tale legge, per cui non ne abbiamo un riscontro diretto. La legge sull'Evoluzione è verificabile solo dopo un certo sforzo, un'iniziativa intellettuale che ben pochi sono diposti a incominciare.
Preferiamo credere al mercato, ad un bene materiale venduto con l'inganno (quelli in commercio non sono mica gli ultimi ritrovati della tecnologia! i prezzi non sono mica concorrenziali: questa è la vera truffa fatta attraverso l'informazione!), piuttosto che ammettere che la scienza pura, quella che ha come scopo la conoscenza, dia dei risultati veri, verificabili da tutti. Ma la scienza è facile, in realtà è facile da conoscere e da capire, quel che manca è una vera cultura della divulgazione. La divulgazione non fa un vero mercato... non c'è un vero interesse a inseguirla. Siamo prigionieri della scienza ammessa dal mercato.

Come diceva Galielo Galieli:
"Lo scopo della Scienza non è quello di ottenere un'infinita conoscenza, ma quello di porre un limite all'infinita ignoranza."

Girano le palle

"Ogni punto materiale mantiene il suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, fino a che non è sollecitato a mutarlo da una forza che su esso agisce."
È la prima legge di Newton. E partendo da questa si derivano le altre. In particolare si deriva che se un corpo si muove di moto rotatorio, esso è soggetto a delle forze. Le forze però, nel caso di un corpo come la Terra, non possono essere trasmesse per contatto, ma a distanza. La forza di gravità si trasmette a distanza.
Dall'epoca di Newton sono stati fatti moltissimi progressi, in particolar modo con l'avvento delle leggi della relatività di Einstein, che hanno spiegato per via geometrica l'esistenza della forza gravitazionale.
Fosse stato per il Creazionismo staremmo ancora a credere che la Terra sia piatta e che si trova al centro dell'Universo. Come nella visione tolemaica il Sole ci girerebbe attorno, assieme a tutti gli altri corpi.

Copernico ebbe il ruolo di spostare il Sole al centro dell'Universo e la Terra attorno al Sole.

Tycho Brahe sebbene inventò un terzo sistema diverso dagli altri, ebbe il merito di eliminare le sfere cristalline che trasportavano i pianeti e di ideare il concetto di orbita e di moto non più circolare. Keplero misurò con precisione il moto dei pianeti e lo ridusse a moto ellittico. Newton ne descrisse le equazioni introducendo il concetto di forze. Einstein, con la relatività generale, calcolò l'avanzamento del perielio di Mercurio, non giustificabile con le sole equazioni di Keplero e di Newton. Hubble scoprì che la Galassia non è unica e che l'Universo si espande. Da allora è stato un crescendo costante di scienza della Cosmologia.
Copernico, riportava le affermazioni di alcuni filosofi. Trova che Cicerone riportava l'opinione di Iceta di Siracusa, secolo V a.C., per il quale era la Terra che si muoveva. Il pitagorico FIlolao, secolo V a.C., Eraclide di Ponto ed Ecfanto il pitagorico, secolo IV a.C., hanno tutti pensato che fosse la Terra a girare.
Perché? Perché così tanti grandi pensatori di un antico passato avevano anticipato le scoperte fatte duemila anni dopo? Perché abbiamo dovuto aspettare Galileo Galilei per l'invenzione della scienza? A quest'ultima domanda è facile rispondere: perché non si poteva rivaleggiare con il potere della Chiesa.
Ma per le altre occorre un po' più di accortezza. Sembra impossibile che nel V secolo avanti Cristo già si potesse dire che la Terra è rotonda e gira. Ma sappiamo benissimo che già 4mila anni fa gli Egizi erano degli abili matematici, malgrado non conoscessero di certo gli artifici e le acrobazie della matematica moderna, né tantomeno conoscevano la pur semplice matematica di Galileo e di Newton.
Ma delle regole di geometria basilare le conoscevano eccome. Le stesse che si insegnano anche ai bambini... e che magari poi crescendo dimenticano perché non le studiano più.

Anche gli antichi Egizi sapevano che la Terra gira? Era così difficile immaginarlo? E perché ci sono riusciti i pensatori delle epoche successive? Gli antichi Egizi erano degli abili astronomi, questo è assodato.
Immaginiamo un antico Egizio, un astronomo della Corte del Faraone che decida di determinare che forma abbia la Terra. Anche se fosse piatta, come sarebbe? Circolare? Quadrata? Infinita? Come farebbe? Innanzi tutto si domanderebbe se ci siano delle analogie con gli oggetti del cielo: Luna, Sole, stelle, pianeti. La Luna ed il Sole sono più grandi e quindi osservabili facilmente senza l'ausilio di chissà quali strumenti. Vedrebbe ad occhio nudo che sia la Luna che il Sole hanno una forma circolare, pur rimanendo molto diversi tra loro. Osservando bene la Luna sia di giorno che di notte, nella successione delle fasi, vedrebbe che essa viene illuminata in maniera diversa a seconda della sua posizione rispetto al Sole. Questo già gli basterebbe a dire che la Luna è rotonda. La Luna è una palla. Per esempio, con la Luna al primo quarto, il suo rigonfiamento centrale impedirebbe al Sole di illuminare la parte di superficie opposta al Sole. Vedrebbe che, mentre apparentemente ruota attorno alla Terra, ruota anche attorno a se stessa, perché ci mostra sempre la stessa faccia. La Luna è una palla e gira. Gira attorno alla Terra e attorno al proprio asse.


Ed il Sole? Il Sole è circolare, è anch'esso una sfera?
Al tramonto e all'alba il Sole talvolta risulta poco luminoso, perché la sua luce viene filtrata dall'atmosfera e dall'umidità presente all'orizzonte lungo la linea di vista. Il Sole all'orizzonte talvolta risulta osservabile senza che abbagli. Il nostro astronomo osserva il Sole e vede che su di esso sono presenti delle piccole macchie scure, che appaiono e scompaiono dopo alcuni giorni. E nel frattempo, giorno dopo giorno, queste macchie (le macchie solari) si muovo sulla superficie del Sole, tutte nella stessa direzione. Alcune emergono da un lato, prima appena visibili, altre svaniscono dall'altro, senza più tornare. Sono fenomeni che avvengono sulla superficie del Sole e si muovono con esso: il Sole gira! Il Sole è una palla e gira! Fantastico! La scienza astronomica 4mila anni prima di Galileo!
E la Terra? Che forma ha la Terra? E se la Terra non fosse poi così piatta, ma fosse rotonda? Come si scopre? Immaginiamo che il nostro astronomo egiziano formuli l'ipotesi di una Terra sferica, come potrebbe fare a dimostrarlo?
Potrebbe ad esempio utilizzare le cognizioni astronomiche di cui già dispone: la conoscenza delle stagioni ed un ottimo calendario. L'astronomo sa che il Sole a mezzagiorno si trova alla sua massima altezza sull'orizzonte. E sa che ogni anno, lo stesso giorno a mezzogiorno, il Sole si viene a trovare alla stessa altezza, invariabilmente. Se la Terra fosse piatta questo sarebbe vero in ogni punto da dove si osservasse il Sole dalla Terra. Ma... se la Terra fosse rotonda qualcosa potrebbe cambiare.
L'astonomo sa che, preso un bastone e posto in verticale, la lunghezza della sua ombra dipende sia dalla lunghezza del bastone, sia dall'altezza del Sole. E sa che potrebbe calcolare l'altezza di un qualsiasi edificio misurando la lunghezza della sua ombra e, tramite il bastone e la legge dei triangoli simili, misurare l'altezza dell'edificio. La geometria elementare 4milla anni fa, niente di più.

Così il nostro astronomo decide di partire e di fare un viaggio verso Nord per verificare la sua tesi: la Terra è rotonda. Impiega un anno e dal centro dell'Egitto arriva finalmente alla foce del Nilo, o magari ancora più su. Sa quanta distanza ha percorso, magari contando i passi, o dicendo che ogni giorno cammminerà per un certo numero di ore. Pianta in terra il suo bastone, lo stesso che aveva utilizzato per misurare l'altezza del Sole prima di partire. Aspetta lo stesso giorno e l'ora del mezzogiorno. Misura nuovamente l'altezza del Sole con l'ombra del bastone. Stabilisce infine che l'altezza è minore.
Wow! La tesi comincia ad essere vera. Fa due rapidi conti con la legge dei triangoli simili e stabilisce che la differenza angolare tra le due altezze del Sole misurate sull'orizzonte gli fornisce un diametro della Terra di 10mila km.

La Terra è proprio grande! Ma non si accontenta, pensa di non aver calcolato bene la distanza percorsa durante il suo viaggio, così riparte ed ogni volta che si ferma, pianta il suo bastone e ripete le misure. Dopo molti anni dà la risposta: la Terra è rotonda ed ha un diametro di 12mila km. La terra è una palla, le palle girano, sta a vedere che la Terra gira!
E la Terra gira e già lo sospettava, perché con il passare delle stagioni l'altezza del Sole sull'orizzonte varia, è maggiore d'estare e minore d'inverno. Le stelle, invece, culminano sempre alla stessa altezza. Questo vuol dire che se fosse la Terra a girare e non le stelle, la Terra girerebbe mantenendosi orientata sempre nella stessa direzione, con il Nord rivolto verso la stella Polare (oggi la Polare, 4mila anni fa era un'altra stella, per via della precessione...) e quindi, se il Sole girasse attorno alla Terra, si muoverebbe su e giù durante l'anno, in uno strano balletto. Se invece fosse la Terra a girare attorno al Sole, allora l'altezza del Sole dipenderebbe dalla posizione della Terra lungo l'orbita e dall'inclinazione del suo asse di rotazione. 4mila anni fa già sapevano benissimo che la Terra ruota. In qualsiasi epoca potevano scoprirlo con facilità.

3500 anni dopo le scoperte del nostro astronomo egiziano, un altro astronomo egiziano andò da Galileo con un bastone, si avvicinò al suo pendolo e glielo spaccò con il bastone! E al suo posto vi piantò il bastone, dicendo: "Girano le palle!"
No, stavo scherzando, non è mai successo. Con il pendolo Galileo Galilei dimostra incontrovertibilmente che la Terra gira, oggi lo sappiamo.

Il succo del discorso è questo: la scienza è facile, si può fare con un bastone, si può fare con pochi elementi. E solo dopo ci si complica la vita con gli acceleratori nucleari. La scienza si può spiegare semplicemente, c'è sempre un modo per spiegare la scienza in modo comprensibile a tutti. La scienza è facile! La scienza è facile! Lo dovrebbero dire ai bambini delle elementari: li dovrebbero portare in gita con un bastone a misurare l'altezza del Sole e a calcolare il diametro della Terra!