U come Utopia
Prima parte

U come Utopia - La Teoria del Tutto

Tra le Teorie moderne della Fisica, tra quelle più recenti, spicca la Teoria del Tutto, che per ora rimane però Utopia, in quanto non ancora dimostrata appieno, forse ancora per poco. La Teoria del Tutto dovrebbe essere in grado di spiegare l'esistenza ed il comportamento di tutti i fenomeni fisici della Natura, letteralmente, vita morte e miracoli dell'Universo. In particolare essa dovrebbe essere in grado di Unificare le quattro forze note della Natura in Una sola.
La cosa interessante di questa Teoria è che essa prova a giustificare anche la nascita dell'Universo. Esso sarebbe nato da una sorta di brodo quantistico da cui ogni tanto apparirebbe un nuovo Universo che inzierebbe a espandersi. Non tutti gli Universi avrebbero necessariamente le stesse proprietà fisiche.
Ecco, che allora, se volessimo dar retta a questa nuova stupefacente Teoria, dovremmo anche ammettere l'esistenza di altri Universi, anzi di moltissimi altri, forse infiniti.

Io affermo, che da questo brodo di Dio, il brodo della Creazione, si è generato un Universo del tutto simile al nostro, praticamente identico, differente solo in alcuni minuti dettagli. Questo Universo esiste e si chiama Utopia.

U come Utopia - L'Universo Utopico

Nell'Universo Utopia ci sono le galassie, le stelle ed i pianeti, esattamente come nel nostro, in quanto ciò in cui differisce non consiste nelle Leggi della Fisica. Anzi, c'è persino una Galassia come la nostra, con un Sole come il nostro con una Terra in tutto identica al nostro pianeta. E, ovviamente, a questo punto, la specie Umana. Ma...
in Utopia l'evoluzione delle specie viventi è stata leggerissimamente differente, sì perché gli esseri Umani hanno un comportamento un po' diverso dal nostro. Ma non affrettiamo il passo, andiamo con ordine...

La Storia

La Storia, quella che inizia 5000 mila anni fa con l'invenzione della scrittura, vede anche la nascita di tutta una serie di novità legate alle Civiltà emergenti che hanno fatto la differenza tra il modo di vivere degli Uomini e le altre bestie. La differenza fondamentale tra il nostro Universo e Utopia è che in quest'ultimo all'inizio le Civiltà hanno fatto molta più fatica a crescere, anzi, si è corso il rischio che l'Umanità si estinguesse. Per via delle guerre. Sì perché, in un momento di frenesia evolutiva, in un eccesso di zelo inarrestabile, in Utopia gli Uomini hanno pensato di fare tutto insieme e di bruciare le tappe. E così Utopia rischiò di veder svanire l'umanità nel corso di pochi secoli, autodistrutta dalla sua superficialità e scarsissima lungimiranza.
Fu proprio qui che iniziò a evidenziarsi la vera differenza tra i nostri due Universi. In Utopia la specie Umana si costrinse ad un piccolo salto evolutivo causato proprio dalla selezione violenta comportata dalle guerre. La specie Umana che ne emerse fu dissimile da quella da cui era partita per il fatto di aver abolito il fattore bellico, la causa della sua potenziale autodistruzione. Se questo fattore fosse stato appena un po' meno determinante, appena un po' meno spiccato in quei primi secoli di convulsione, forse in Utopia le Civiltà avrebbero continuato a farsi le guerre tra loro e a tutt'oggi l'Umanità sarebbe una specie violenta. Ma l'evoluzione, si sa, non lascia scampo. Trasformazione o morte.
Nel nostro caso le cose andarono un po' diversamente, noi, come specie, nascemmo meno violenta e soltanto col tempo mostrammo tutta la nostra ferocia, a ondate, a dosi anche massicce, più o meno ricorrenti.
Ma non tutto il male vien per nuocere, almeno ad Utopia, nella quale le Civiltà poterono iniziare la loro scalata verso la Storia, verso il tempo attuale, senza troppi danni e intoppi. Senza il peso economico e culturale delle guerre. Senza questi strascichi che da noi fanno ripiombare i Paesi nella barbarie.

Sì, ma come sono le Civiltà moderne ad Utopia? ci si chiede.
Utopia è strana, difficile da capire, specialmente per dei cugini malfidenti come noi, interessati solo al proprio benessere, di rado altruisiti, intreressati a sfruttare gli altri e a portare la nostra cultura ovunque, infischiandocene di quella altrui. Beh, per noi di questo Universo è piuttosto arduo riuscire a capire la gente di Utopia. Ma proviamoci lo stesso. Diamo uno sguardo a come si comportano, a come vivono, facciamo una panoramica del loro mondo.

U come Utopia - Privatocrazia

La prima cosa interessante che si nota, è che dopotutto noi non siamo meno evoluti di loro, anzi, per alcune cose possiamo pure atteggiarci a specie superiore. Per esempio la Religione, avete mai visto una cosa simile in altri posti come ad Utopia? Ad Utopia sono tutti monoteisiti, come da noi, ma la cosa assurda è il numero di religioni che sono apparse. Pazzesco! Il culto di maggior diffusione non conta più di un milione di fedeli in tutto il mondo! E sì che ad Utopia vivono oggi 12 miliardi di persone, quasi il doppio che da noi. E manco a dirlo, hanno tutte di che sfamarsi. Cibo per lo stomaco, ma anche per lo spirito, e in abbonadanza! Si contano ben 20mila dèi, mutuamente esclusivi, quasi a dubitare che si tratti di una specie evoluta...
Forse gli Utopici sono un po' indecisi, insicuri, ma questo è normale, chi non lo è nella vita?
Ma da dove arrivano tutti questi dèi? Beh, è evidente, dal fatto che senza poter imbracciare armi di offesa, gli Utopici non hanno nemmeno potuto diffondere con la forza i loro culti. Un po' contrariati da questo fatto, ma l'hanno accettato, era nella loro indole, non potevano andare contro Natura. E così la religione è per gli Utopici tutt'altro che democratica, è quasi un'anarchia. E possono passare liberamente da un culto all'altro con la velocità di una preghiera. E nessuno può perseguitare gli altri, o dirgli che il loro dio è falso. Sarebbe offensivo. Ognuno si tiene il proprio, soddisfatto di esso e della propria saccenza.
Pare strano a dire che in una cultura così evoluta ci sia una tale esplosione demografica di dèi, eppure è così. Ci si aspetterebbe da una grande cultura, che avesse raggiunto una consapevolezza superiore, che avesse trovato un accordo per adorare un Unico Dio, perché è impesabile paragonare una Civiltà moderna ad una antica, popolata da una moltitudine di dèi pagani. Ma gli Utopici sono Monoteisti, c'è poco da lagnarsi. Ciò che è mancato non è stata la predicazione, ma la guerra in nome di Dio, da parte di qualunque religione, per ottenere la supremazia, il controllo della fede e delle norme di comportamento. E allora è nata la concorrenza teologica, ognuno s'è fatto il proprio Dio. Ci hanno provato anche per legge a fare un Dio per tutti, già, ma quale scegliere?

L'Utopico medio è un privato. Che diamine è un privato?
Il privato è colui che preferisce mantenere, per sé e per la propria famiglia, un certo grado di autonomia decisionale e un certo numero di possedimenti di beni. Su questo punto l'Utopico è intransigente. Qualunque fattore esterno entri abitualmente in casa sua, gli appartiene. Fosse anche solo il cavo del telefono.
L'Utopico medio detesta il concetto di affitto a vita, l'Utopico medio pretende di poter comprare ad un prezzo ragionevole ciò che userà abitualmente. È un Uomo che non fa abbonamenti su ciò che rimane immutato, come le apparecchiature, semmai sul servizio, ma a condizioni vantaggiose. È una differenza importante rispetto a ciò che, invece, siamo abituati noi. Basti dare un'occhiata a quante sono le apparecchiature che abbiamo in casa e quanti gli abbonamenti che paghiamo per averle. Il telefono fisso, i cavi dell'energia, le tubature. La televisione. Invece, quando l'Utopico compra, poi decide da solo, senza inviti costrittivi da parte di alcuna azienda, quale servizio e chi lo offre scegliere. Un Utopico non pagherebbe mai il canone RAI, non se usa la stessa tecnologia che occorre per vedere qualunque altra TV che viaggi nell'etere. Lui compra il televisore, se deve pagare, vuol pagare solo ciò che vede, e se la TV trasmette merda, l'Utopico medio pagherà con un postagiro con la merda. Non si sente obbligato a pagare ciò che non gradisce. E nemmeno accetta che un'azienda si accaparri il diritto di essere l'unica a fornirgli un servizio. L'Utopico medio pretende di possedere il primo chilometro di cavo della linea telefonica, di cui uno degli estremi gli entra in casa, lo compra e non paga l'abbonamento a nessuna azienda per quello. Paga il servizio, ma vuole poter scegliere. Noi, invece, poveri sfigati, non possiamo. Ce lo fanno credere, tutto qui.
L'Utopico non compra l'acqua in bottiglia, pretende che quella del rubinetto sia quella di qualità migliore e chiede allo Stato di prendere l'acqua dalle fonti migliori, che sono privatizzate e portarle negli acquedotti. Sì, privatizzate, ogni cittadino ne possiede una quota, è nel suo interesse. La quota dipende dai consumi. Il prezzo è fissato dallo Stato ed è uno per tutti. Stessa cosa dicasi per l'energia. Lo Stato incentiva l'uso di energie rinnovabili e costituisce una Struttura indipendente che ne verifichi costantemente la non nocività per la salute Umana. Il cittadino capitalizza la sua Salute e ne fa il bene più prezioso, non è disposto a svenderla per aumentare altri profitti ed esige alti risarcimenti da parte di chi la mina, da parte di chi inquina l'aria l'acqua il terreno, chi spreca consapevolmente, perché gli sprechi minano all'economia e al benessere pubblico. L'Utopico non spreca le materire prime per ciò che è destinato ad un rapido degrado, fa un uso intelligente delle risorse per garantirne la durata e concede all'ambiente il tempo necessario a rinnovarle e a smaltire i rifiuti tossici in modo naturale. Non abusa delle risorse a basso costo ma limitate nel tempo, quali il petrolio, per il quale non può scatenare guerre su scala mondiale, quali i gas naturali, quali i minerali dei giacimenti, per i quali lo Stato organizza una raccolta differenziata obbligatoria dei rifiuti e la incentiva pagando a peso al cittadino i materiali recuperati in base alla loro qualità.

L'Utopico è anche molto preoccupato per il suo Stato e per il suo Governo. L'Utopico è lo Stato, ne possiede una quota, uguale per tutti, l'ha privatizzato. Sì, ha privatizzato lo Stato e non lo svende. Crea delle Aziende che garantiscano il funzionamento efficiente dei servizi pubblici, trasporti, acquedotti, energia, salute, insegnamento, eccetera. Lo Stato ed i suoi rappresentanti al Governo, essendo semplicemente degli amministratori delegati e non altro, non possono arrogarsi il diritto di vendere alcuna parte di tali Aziende pubbliche ad altre Aziende private, né alcun loro prodotto, se non necessario escusivamente ai consumi derivanti dalla produzione di altri beni.
La disoccupazione è abolita per legge. Il Governo deve provvedere a costruire nello Stato un sistema economico funzionante, diretto a incentivare l'investimento dei capitali privati in nuove imprese, e non finanzia in alcun modo progetti privati che, dopo attente indagini di marketing, non garantiscano un saldo netto positivo a fine anno. Tutto ciò è favorito dall'assenza delle crisi economiche nazionali ed internazionali derivanti esclusivamente dalle guerre, che da noi distruggono e rallentano la formazione di liberi contratti econimici tra Stati differenti, e sono la causa conseguente di accanite dispute politiche a livello nazionale.

L'Utopico privatizza e capitalizza la sua privacy. I dati sensibili o meno che lo riguardano li gestisce autonomamente e non ne cede in alcun modo l'utilizzo a terzi, se non esclusivamente per i fini richiesti da un servizio che acquista. Non è in alcun modo costretto a partecipare ad indagini di marketing per ottenere tali servizi che acquista. Partecipa, invece, volontariamente alle indagini di marketing dello Stato e a quelle pubbliche solo se lo desidera e per le quali può venir ricompensato adeguatamente.
Lo Stato si fa Garante della Giustizia, amministrata in nome del popolo che lo investe di tale responsabilità. Lo Stato l'amministra con trasparenza e severità. Non concede sconti di pene successivamente alle condanne, e concede udienze in appello solo se emergono nuove prove importanti.
Il cittadino, d'altro canto, è lieto di sostenere ingenti spese per incarcerare i criminali, in quanto lo considera un investimento fruttuoso. Infatti, un criminale libero di agire, in meno, nella società, comporta una spesa pubblica minore, derivante dal non dover riparare ad oltranza i danni causati dai crimini nei confronti della cosa pubblica.

U come Utopia - Continua...